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Ivan

Frammenti di vita

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1918 circa - Ritratto di Stefano e Maria Andreoli

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1920 circa - Foto della Famiglia Solari:
                    Solari Giuseppe (Pin da Pii)                               Solari Ugo
Marchi-Solari Gioconda                     Solari-Ravandoni Carolina          Solari Camillo

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Opere eseguite dai Solari di Carona

1924 - Quadro dimensioni 38 x 26, regalato alla figlia Marily

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Dipinto a olio su tela eseguito da Ugo Solari di Carona, nel 1924

1957 - Tazzina diametro 7,7 cm altezza 7,5

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Solari di Carona, nel 1957

1959 - Piattino diametro 8,7 cm

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Solari di Carona, nel 1959

1961 - Set Piatto (diametro 15,6) e tazza (diametro 11,8 altezza 7,2)

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Solari di Carona, nel 1961

1961 - Piattino diametro 9 cm

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Solari di Carona, nel 1961
...in casa non mancava mai un Cardo vero...a volte ne portiamo uno a Marily

1962 - Porta confetti larghi 8,5 cm e alti 5 cm, regalati a parenti e amici.

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Solari di Carona, nel 1962
Quello con raffigurato il tulipano era della cugina di Marily, Ivana Marchi-Mazzolini. Grazie ad Alvaro e Dori Mazzolini che mi hanno permesso di recuperare il porta confetti.
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1967 - Piatto diametro 18,5 cm

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Scheidegger-Solari di Carona, nel 1967
Fatto in pochi esemplari per la lavanderia SILCA della famiglia Riedi

1968 - Piatto portafrutta (centimetri 28 x 25)

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Scheidegger-Solari di Carona, nel 1968

1969 - Boccalino con stemma della famiglia Scheidegger di Trub

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Scheidegger-Solari di Carona, nel 1979
Santuario di Torello

1979 - Tazzina diametro 8 cm altezza 8 cm

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Disegno su ceramica eseguito da Marily Scheidegger-Solari di Carona, nel 1979
Santuario di Torello

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1937 - Cartolina dell'esercito svizzero

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1981 - 31 gennaio Ratifica a pompiere

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Al 13 febbraio il dipartimento delle finanze ratifica la mia nomina a pompiere di Carona del 31 gennaio 1981

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Luglio 1982, dopo quattro anni di apprendistato presso la ditta Bosshard SA ce l’ho fatta ed ho superato gli esami professionali di montatore elettricista, conseguendo il relativo certificato federale di capacità.

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1987 ... con la Yamaha Venture Royale 1300

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19 luglio 1988 il primo lancio da Pilatus Porter a circa 3'000 metri...
Ho poi iniziato la scuola di paracadutismo al Para Centro Locarno effettuando circa una settantina di lanci...

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1990 Matrimonio :-)

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1995 - aprile Licenza di volo

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1995 - luglio - Nasce Marco

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1995 - ottobre Ratifica a caporale dei pompieri di Carona

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Repubblica e Cantone del Ticino Dipartimento delle finanze e dell'economia

La Divisione delle risorse quale autorità cantonale preposta al servizio di difesa contro gli incendi; esaminata l'istanza del 14 settembre 1995 del Municipio di Carona;

visti gli articoli 10 e 11 del Regolamento sulla polizia del fuoco del 4 luglio 1978, concernenti i quadri dei corpi e le promozioni; risoIve:

E' ratificata la nomina del signor app SCHEIDEGGER Ivan 1963, quale Caporale del Corpo Pompieri di Carona, a contare dal 1. ottobre 1995

Divisione delle risorse Il Direttore: Michele Passardi              Ufficio della difesa contro gli incendi Il Capo Ufficio:  Armando Calabresi


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1997 - maggio - Nasce Carla

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1999 - 15 marzo Ratifica a comandante del corpo pompieri Carona

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Repubblica e Cantone del Ticino Dipartimento delle finanze e dell'economia

La Divisione delle risorse, quale autorità cantonale preposta al servizio di difesa contro gli incendi; esaminata l'istanza del 11 marzo 1999 del Municipio di Carona; visti gli articoli 8 e 9 del Regolamento sull'organizzazione della lotta contro gli incendi, gli inquinamenti e i danni della natura del 7 aprile 1998, concernenti gli organici, i quadri dei corpi e le nomine; risoIve:

E' ratificata la nomina del signor, cpl SCHEIDEGGER Ivan 1963, quale Aiutante e Comandante del Corpo Pompieri di Carona, a contare dal 15 marzo 1999

Divisione delle risorse Il Direttore: Sergio Morisoli            Ufficio della difesa contro gli incendi, Il Capo Ufficio:  Armando Calabresi


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1999 - maggio - Nasce Valeria

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2001 - gennaio Nomina a comandante dei pompieri di Montagna San Salvatore

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Repubblica e Cantone del Ticino Dipartimento delle finanze e dell'economia

La Divisione delle risorse, quale autorità cantonale preposta al servizio di difesa contro gli incendi; esaminata l'istanza del 16 aprile 2001 del Municipio di Carona; visti gli articoli 8 e 9 del Regolamento sull'organizzazione della lotta contro gli incendi, gli inquinamenti e i danni della natura del 7 aprile 1998, concernenti gli organici, i quadri dei corpi e le nomine; risoIve:

E' ratificata la nomina del signor, app SCHEIDEGGER Ivan 1963, quale Aiutante e Comandante del Corpo Pompieri di montagna San Salvatore, a contare dal 1 gennaio 2001

Divisione delle risorse Il Direttore: Sergio Morisoli            Ufficio della difesa contro gli incendi, Il Capo Ufficio:  Armando Calabresi


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2001 - aprile Ricevuto il diploma per 20 anni di servizio

20 anni pompiere





Federazione Cantonale Ticinese dei Corpi Pompieri

DIPLOMA

di benemerenza

con medaglia d'argento

rilasciato a

aiut Ivan Scheidegger

Corpo Pompieri Carona

per 20 anni d'attività

31 dicembre 2000


File

DIPLOMA di benemerenza con medaglia d'argento

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2002 - gennaio - Nasce Fiona

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7 febbraio 2005 - Regalo per il compleanno di Christina

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Cavaliere del cuore 2009

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17 novembre 2010 - Berna 2 giugno 1941, Carona 17 novembre 2010

Sono nato nel 1941 a Berna dove ho vissuto la mia prima infanzia con i miei genitori le mie tre sorelle e i miei due fratelli, tutti più grandi di me.

Nel 1951 ci siamo trasferiti in Ticino nel bellissimo villaggio di Carona.

Avevo 13 anni quando mia madre morì, i miei fratelli e sorelle già adulti tornarono nella Svizzera interna, rimanemmo Susi e io con mio padre che in seguito si risposò con Berenice Botticchio, e con lei c’era mio fratellino Bruno, e dal loro matrimonio nacque Monica la più piccola dei Scheidegger. Susi Bruno e Monica sono i fratelli con cui ho condiviso una lunga parte della vita nella famiglia Scheidegger. Poi Susi si trasferì anche lei in Svizzera interna, ma tornava regolarmente a trovarmi con Carlo e le figlie Regula e Dominique.
Terminate le scuole obbligatorie avrei voluto continuare l’attività di mio padre, l’orologiaio, ma la crisi del settore me lo impedì. 

Quindi ho cominciato a lavorare come assicuratore a Lugano.

A 18 anni sono stato incorporato nei pompieri di Carona.
I giovani di Carona avevano la possibilità di praticare lo judo, con i  miei amici ci divertivamo ad apprendere la disciplina e le regole di questo sport.

A 20 anni, come tutti a quei tempi, l’esercito mi ha chiamato per svolgere la scuola reclute nei Dragoni Motorizzati ad Aarau, capitale del canton Argovia.

Terminato il servizio militare sono rientrato a Carona, e una sera durante gli allenamenti di judo notai una ragazza che non si allenava, ma accompagnava le sue sorelline e stava lì a guardare… solo le sorelline?
In ogni caso Marily Solari, così si chiamava, divenne la mia fidanzata ufficialmente dichiarati nel 1961.
E nel 1962 ci siamo sposati nella chiesa della Madonna D’Ongero.

Presto arrivarono in  nostri 3 figli Ivan, Fiorenzo e Stefano. Tre maschi uno dopo l’altro era molto impegnativo ma vivere nel verde di Carona ci ha permesso di avere lo spazio per i bambini e per noi.

Nel 1968 ho trovato lavoro presso la lavanderia Silca di Giacomo Riedi. Una azienda famigliare, con la famiglia Riedi e i dipendenti c’era un rapporto speciale a volte ci si trovava per andare al fiume, per fare grigliate, ecc… un rapporto di amicizia è nato anche con Trudi, poschiavina doc, con lei e la sua famiglia in quel di Poschiavo abbiamo passato diverso tempo fra i monti, rifugio dal tran-tran del lavoro.

La vita pompieristica era una seconda vita come ogni pompiere ad ogni momento pronto ad uscire di casa per soccorrere qualcuno, e a casa rimangono le mogli e i figli in attesa del ritorno. Benché impegnativo mi ha dato molte soddisfazioni, per 30 anni ho avuto l’onore di essere il comandante dei pompieri di Carona. Un esperienza che ha occupato gran parte del mio tempo ma che mi ha permesso di conoscere le persone in un modo differente creare amicizie profonde e degne di rispetto.
Una grande famiglia di pompieri.
Giunta l’età del pensionamento ho avuto il piacere di cedere il comando a mio figlio Ivan.
Pensavo di congedarmi definitivamente, ma la grande famiglia dei pompieri mi ha sempre coinvolto in attività non operative. Questo è stato per me un grande onore.

Con Marily e i miei tre ragazzi abbiamo percorso molta strada, anzi molti chilometri. Per le vacanze ho sempre usato l’auto come mezzo di trasporto.
Attraverso l’Italia, la Jugoslavia, la Francia e la Svizzera. Con una tenda e tutto l’occorrente per il campeggio alla ricerca di un angolo tranquillo dove fermarsi per qualche ora dove accendere un fuocherello e stare con la mia famiglia.

Avere tre maschi pensi che non usciranno mai di casa a meno che delle brave ragazze come Beatrice e Christina non se li siano sposati. E così ecco che due lasciano il nido. Gioia per loro e una lacrimuccia perché partono.
Però i sorrisi non dureranno a lungo, la malattia di Marily che da anni la consuma lentamente, ha vinto e così nell’agosto del 1992 a soli 55 anni se ne andò.
Un duro colpo per me non c’era più futuro rimasto senza la mia amata moglie.
Ero vuoto senza fare più nulla, il lavoro mi occupava la giornata e alla sera il silenzio, Marily non c’era più. I giorni passavano lenti lenti. Poi una nuova luce i nipoti prima Shira poi Marco, Carla e Sean, Valeria, Fiona e per ultimo Malyk.
I miei cari nipoti hanno riacceso una candelina nel mio cuore e lentamente ho ricominciato a vivere, preparando qualche tartina poi un pranzo poi qualche cena ma soprattutto i dolci sapevano che nel mio congelatore c’era sempre un gelato per loro.
Questa scintilla ha risvegliato in me vecchi sogni, i viaggi nell’antico Egitto. Cominciai le mie avventure in Egitto, Mexico, Egitto, India, Egitto, Marocco, Egitto.

Sono soddisfatto, i figli sono sotto controllo delle mie nuore, alle quali ho specificato che non li avrei più ripersi in dietro.
Benché i nipoti mi rallegrassero a volte mi mancava la compagnia della mia Marily.
Soprattutto nei miei viaggi, visitare paesi lontani e non  poter condividerne le esperienze con qualcuno.
Spesso ho pensato come fare, alcune volte mi hanno accompagnato i miei parenti.
Per organizzarmi e programmare i miei viaggi da diverso tempo ho usato il computer, nelle mie ricerche ho anche pensato se fosse possibile trovare qualcuno che avesse i miei stessi interessi e passioni per i viaggi e l’Egitto.
Ed ecco che una signora, Giovanna Huber da Meiringen, mi ha contattato e abbiamo deciso di incontrarci sul passo della Novena.
Ci siamo incontrati alle 10.00 e abbiamo preso un caffè, abbiamo chiacchierato e passeggiato fino a tardi.
Abbiamo trovato subito molti punti in comune, poi siamo andati a fare dei bellissimi viaggi alla scoperta dell’Egitto.
Una compagna ideale che mi ha aiutato a dimenticare la solitudine, l’essere vedovi ci ha accomunato e ci ha permesso di convivere con la perdita dei nostri corrispettivi coniugi.
Mi piaceva andare a trovare Giovanna, stare a Meiringen conoscere il suo mondo è stato molto bello e ci ha avvicinato sempre di più. Ho voluto portare anche la mia famiglia a Meiringen e far conoscere anche a loro la mia nuova compagna e il suo mondo.
Giovanna fa parte delle mia vita e della mia famiglia. 

Quando mi trovo con le famiglie di Susanne e Brigitte mi sento a casa mia, e la nascita di Julia mi ha permesso di avere una nuova nipotina.

Nell’ottobre del 2008 Giovanna si trasferisce a Carona in via Maistra 4, molto vicini l’uno dall’altro, ma c’erano ancora 50 metri di strada fra di noi, decidemmo che dovevo trasferirmi anch’io da via Maistra 13 a via Maistra 4.
Giovanna con la passione per l’orto mi ha insegnato ad apprezzare le piccole cose, dalla pietruzza, ad un insetto, un farfalla, un fiorellino colorato, ecc…
La mia vita è come un sogno sono molto felice di quello che ho e di quello che sto vivendo.

Ho scritto questo elogio funebre per il funerale di mio padre Ugo

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2011 Diploma per 30 di servizio nei pompieri del Canton Ticino

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25 aprile 2013 Lettera del comandante Mauro Gianinazzi

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....
Sulla base del documento riguardante l'aggregazione, per quanto attiene ai pompieri , è previsto il
mantenimento della sede di Carona e del locale Corpo pompieri quale sezione distaccata della Categoria C.
Come finora , i pompieri di Carona continueranno a garantire l'interventistica sul proprio territorio e i pompieri
di Lugano continueranno a sostenere i pompieri di Carona per gli interventi di maggiore rilievo.
Il suo comandante Ivan Scheidegger , che gode della mia fiducia e considerazione , continuerà a condurre la
sezione . Con il suo comandante abbiamo discusso e pianificato tutti gli aspetti relativi all 'integrazione che
verranno introdotti a tappe . Rilevo con molto piacere che sussistono delle ottime premesse per una proficua
collaborazione che ci permetterà di affrontare il futuro mantenendo un'adeguata prontezza d'intervento
pompieri a beneficio della cittadinanza e del territorio.
....

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2013 - aprile - Socio onorario della Federazione Cantonale Ticinese dei Corpi Pompieri 

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Omaggio ricevuto dai comandanti dei corpi pompieri categoria B e C per il sevizio prestato in seno alla Federazione Cantonale Ticinese dei Corpi Pompieri dal 2000 al 2013

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2014 - 2 giugno - Attestato d'onore - Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari

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Omaggio ricevuto per i 35 anni di appartenenza ai pompieri 1981 - 2016

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Comparse per la RSI i pompieri di Lugano alla trasmissione 
Puntata numero 5 Grilli & Grill di venerdì 18/08/17

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maggio 2019 Articolo - una vita salvata

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2019 giugno. Harely Davidson Road King


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2020 ...La città Incantata,

La città Incantata,

... la voce della cantante Yumi Kimura con la canzone Itsumo nando demo ("Sempre con me").

Di seguito il testo tradotto:
Itsumo nando demo ("Sempre con me")

Da qualche parte una voce chiama, dal profondo del mio cuore
Vorrei poter fare sempre sogni che mi toccano il cuore
Così tante tristi lacrime, impossibili da contare
So che dall’altra parte di esse ti troverò
Ogni volta che cadiamo ci volgiamo al cielo sopra di noi
Ci svegliamo guardando il suo blu, come per la prima volta
Benché la strada sia lunga e solitaria e la sua fine distante
Io riesco a stringere la luce con queste mie braccia
Quando dico addio il mio cuore si ferma, vengo mossa a compassione
Il mio corpo vuoto e silenzioso inizia ad ascoltare ciò che è reale
Il mistero del vivere, il mistero del morire
Il vento, le città e i fiori, danziamo tutti in armonia
Da qualche parte una voce chiama, dal profondo del mio cuore
Continua a sognare, non lasciare mai andar via i tuoi sogni
Perché parlare della tua tristezza o delle dolorose pene della vita
Fa’ invece che le stesse labbra cantino una dolce canzone per te
Il sussurro che non vogliamo mai dimenticare
In ogni ricordo che passa è sempre lì a guidarti
Quando si rompe uno specchio, frammenti dispersi per terra
Scorci di nuova vita riflessi ovunque
Finestra d’inizio, immobilità, nuova luce dell’alba
Che il mio silenzioso corpo vuoto si riempia e rinasca
Non c’è bisogno di cercare all’esterno, o di andare per mare
Perché a brillare dentro di me, è proprio qui dentro di me
Ho trovato una luce, è sempre con me.


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25 marzo 2020 L’epopea gallica di Uderzo

L’epopea gallica di Uderzo

PERSONAGGI / Si è spento a 92 anni il creatore, insieme a René Goscinny, della popolarissima saga a fumetti ispirata alle vicende eroicomiche di Asterix, Obelix e del villaggio degli irriducibili guerrieri ormai entrati da decenni nell’immaginario collettivo come icona letteraria ed editoriale

Matteo Airaghi

Chissà che cosa gli sarà passato per la testa in queste ultime settimane quando le vignette dell’albo del 2017 (il penultimo per intenderci) Asterix e la corsa d’Italia avevano cominciato a circolare freneticamente sui social. Eh sì perché in quella storia l’antagonista dei Galli che tutti ben conosciamo si chiama (e il talento per i nomi buffi, ironico specchio della realtà contemporanea, in ogni pseudolingua dell’antichità resterà per sempre un marchio di fabbrica indelebile) nientepopodimeno che Coronavirus. Certamente un caso ma di sicuro ad Albert Uderzo il fatto che alla fine Asterix e Obelix riescano a dargli il fatto suo (come dubitarne?) avrà fatto sicuramente piacere magari strappandogli un sorriso di speranza e fiducia nel futuro. L’ultimo, almeno su questa terra, per il creatore grafico e poi anche sceneggiatore e supervisore della saga di Asterix che se n’è andato nel sonno l’altra notte per una crisi cardiaca, proprio come tanti anni fa era successo al suo sodale, amico fraterno e cogenitore dell’epopea dei Galli irriducibili, René Goscinny. Un’epopea che dura da oltre sessant’anni e che per espressa volontà di Uderzo continuerà a vivere grazie all’abilità e alla sensibilità dei suoi eredi Jean-Yves Ferri (ai testi) e Didier Conrad (alle matite) che già negli ultimi quattro albi, in cui Uderzo fungeva «soltanto» da supervisore generale, hanno dato ottima prova di sè. Perchè a differenza, ad esempio, dei Peanuts saliti nel paradiso delle nuvole parlanti con il loro papà Charles Schulz, Uderzo ha deciso così, come spiegò in un’intervista di qualche anno fa. «Dopo la morte di René la stampa scrisse che Asterix era morto. Era come se non esistessi più nemmeno io. Allora, per orgoglio, decisi di portare avanti l’impresa da solo e che se il pubblico avesse continuato ad amarli Asterix e Obelix sarebbero vissuti per sempre». Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia è occupata dai Romani... Tutta? No! Un villaggio dell’Armorica, abitato da irriducibili Galli, resiste ancora e sempre all’invasore. E la vita non è facile per le guarnigioni legionarie romane negli accampamenti fortificati di Babaorum, Aquarium, Laudanum e Petibonum... Così recita dal 29 ottobre 1959 il rituale, immancabile preambolo riassuntivo di tutte le avventure di «Asterix il Gallico» e della sua banda di amici, da quando sul primo numero della rivista francese per ragazzi Pilote apparve un piccolo ma combattivo guerriero gallico dall’elmo alato e dai biondi baffi che, con l’aiuto di una portentosa pozione magica preparata dal saggio druido Panoramix, guida il suo indomito villaggio nella strenua resistenza contro l’invasore romano. Ciò che nessuno avrebbe potuto immaginare in quell’autunno del 1959 è che dalla fantasia di René e di Albert non era nato solo un fumetto di enorme (e inaspettato) successo, bensì un mito letterario e culturale contemporaneo che supererà ben presto i confini francesi. Al di là dei numeri trionfali (centinaia di milioni di copie vendute in sessant'anni dei 38 albi pubblicati in qualcosa come 107 lingue, urdu, piccardo e latino compresi, per limitarsi ai racconti a fumetti) le gesta di Asterix, dell’inseparabile Obelix, del cagnolino Idefix e di tutta la fiera tribù gallica asserragliata nell’idilliaco villaggio dell'Armorica hanno inciso profondamente nell’immaginario collettivo di generazioni, rivelando oltretutto uno spessore, dal punto vista letterario, storico e geo-politico degno dell'attenzione dei più eminenti studiosi di fenomeni socio-culturali. Sciovinista, antiimperialista, ecologista ante litteram e per nulla politically correct (la violenza per quanto sublimata e mai dagli esiti fatali - a parte per le migliaia di rassegnati cinghiali che sono alla base della dieta gallica - infatti non manca, sotto forma di botte da orbi) Asterix si potrebbe definire come un fumetto «glocal». Il microcosmo villaggio (curiosamente senza nome) è il cuore felice del mondo, eterno e invincibile dove mai «il cielo cadrà sulla testa» dei suoi abitanti. Quel cielo dove adesso se la ride umile e sornione anche il signor Uderzo (aveva origini vicentine) accanto a Toutatis, Belenos e a tutto il resto del gallico Olimpo che lo ha reso immortale. Lui che la prima percezione del successo la ebbe solo quando in un pomeriggio degli anni Sessanta in un parco di Parigi sentì una signora molto chic che richiamava il suo cagnolino: «Idefiiiix, vieni qui».

Dopo la morte di René Goscinny nel 1977, Albert Uderzo aveva portato avanti da solo, anche come sceneggiatore, le avventure dei suoi beniamini.

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